"Vedo la notte di Arhanien e vedo l’ovest corrusco di fuochi che risuona dei tamburi degli orchi, i miei figli. Sono stanchi, riuniti attorno a un fuoco, e si domandano che ne sarà di loro quando saranno sotto le mura di Alesia, la città che non ha mai subito una conquista. Sento il torpore delle loro anime, sento la paura dei loro cuori; il mio spirito è in subbuglio, i loro occhi sono pieni di domande. Anni or sono fu fatto un torto a uno di loro e i miei figli combattono ogni volta che un’ingiustizia non viene risanata, poiché la disgrazia che coglie un singolo rattrista ogni suo fratello. Questo vuol dire essere figli di Wakqatan, Dio della Guerra."
"Scendo tra loro, e sono vento caldo. Li abbraccio, lenisco le ferite e dono loro la tempra perduta nella marcia e negli scontri. La mia voce accarezza le loro menti, rinvigorisce i loro cuori.
«Figli miei, gioite. Io, Wakqatan, sono con voi. I Sigilli si sono schierati e domani la vostra furia sbreccerà le mura di Alesia. Voi reclamate la terra che vi fu rubata: che vengano i nemici, vedranno un’alba grandiosa, un’alba di sangue, fuoco e acciaio!»"
Una saga dal grande respiro epico, come nella migliore tradizione fantasy, quella di Uberto Ceretoli. Un ciclo, quelo dei Quattro Sigilli, edito da Asengard Edizioni, che con Il Sigillo della Terra (marzo 2009) vede arrivare in libreria il secondo poderoso tomo dedicato ai misteri di questo arcano mondo fantastico, già presentatoci nel primo volume: Il Sigillo del Vento (2007) di cui vi ricordiamo la quarta di copertina.
"Gli elfi tutti hanno una visione univoca della vita e del creato ma non tutti hanno le stesse opinioni riguardo agli esseri umani, agli orchi e ai nani. Gli elfi oscuri amano chiamarsi ortodossi e ritengono che queste razze siano inferiori e vadano sterminate. Ortodossi e revisionisti, Tenebre e Luce: la guerra affonda le sue radici nella notte dei tempi e uno scontro è atteso, portato dal Vento."
"Gwyllywm ha riposato a lungo e ora è alla ricerca di se stesso: vittima di
"L’Impero degli umani è retto da un Imperatore incapace, i Regni Liberi reclamano secessioni e diritti gli uni sugli altri, gli orchi dell’ovest vogliono le terre dei loro padri e i barbari premono, ad est. Gwyllywm comincia il suo viaggio in un mondo dominato dalla violenza e dall’egoismo e ben presto scopre che ricordare il proprio passato gli è indispensabile ma inconciliabile con il presente. Ed emergono terribili verità, o terribili memorie di verità presunte. In un mondo dove Luce e Tenebre si scontrano e si confondono, mischiandosi a tratti senza lasciar capire cosa sia davvero la Luce e cosa siano le Tenebre, Gwyllywm è inconsapevole di essere in realtà una pedina di un gioco più grande di lui. Ma è una pedina che troverà la forza di scegliere il proprio cammino. Gwyllywm riscoprirà di aver vissuto nella Luce, di essere stato un revisionista ma divenuto un ortodosso. E ogni elfo sa benissimo che coloro che hanno visto le Tenebre mai più hanno sopportato la Luce."
Il Sigillo della Terra di Uberto Ceretoli (Marzo 2009); Asengard Editore; collana: "Elfheim"; pag. 446, ISBN: 978-88-95313-07-8; prezzo: euro 17,00.
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Mi intriga bye isa
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