L'attore Gene Hackman, 95 anni, e la moglie, Betsy Arakawa di 63 anni, sono stati trovati senza vita nella loro casa di Santa Fe, New Mexico, insieme al loro cane.
Non è stata comunicata al momento in cui scrivo la ragione del decesso. Nella casa non ci sarebbero segni di effrazione.
Hackman è uno di quegli attori per i quali il termine leggendario non è sprecato.
Classe 1930, era arrivato relativamente tardi al successo, dopo almeno una decina di anni di gavetta. Dapprima con la candidatura agli Oscar come non protagonista per Gangster Story di Arthur Penn, nel 1968, e per Anello di Sangue, di Gilbert Cates, nel 1971, e poi sicuramente con il ruolo di Popeye (in italiano Papà, probabilmente per esigenze di labiale al doppiaggio) Doyle in Il Braccio Violento della Legge (The French Connection) di William Friedkin del 1971, con il quale nel 1972 vinse l'Oscar come protagonista, per poi ricevere negli anni successivi premi e riconoscimenti di ogni tipo.
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Come appassionati di fantastico ce lo ricordiamo come il primo e leggendario Lex Luthor cinematografico, degno antagonista del Superman interpretato da Christopher Reeve. Ogni appassionato di cinema avrà sicuramente il suo ricordo personale preferito, a fronte di una filmografia enorme, che ha toccato tanti generi cinematografico.
Se il mio ricordo di bambino è legato al suo Luthor, come cinefilo non posso però dimenticare l'intesità dimostrata in French Connection e in Gli Spietati di Clint Eastwood (altra candidatura agli Oscar), nonché un semi dimenticato film western Stringi i denti e vai! (Bite the Bullet) di Richard Brooks, del 1975, del quale ho un ricordo vivissimo.
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Era un attore, un volto, che bucava lo schermo, versatile anche nella commedia, come dimostrò in Piume di Struzzo del 1996, remake statunitense de Il Vizietto, e in I Tenenbaum, film culto di Wes Anderson del 2001, senza poi dimenticare la breve ed esilarante apparizione come eremita cieco in Frankestein Junior di Mel Brooks, nel 1974, e che, in fondo, anche come Luthor ha toccato toni da commedia brillante.
Impegnato anche come scrittore e sostenitore del Partito Democratico, Hackman si era ritirato dalla scene da molti anni – il suo ultimo film, Due candidati per una poltrona, risale al 2004 – ma l'apporto che ha dato alla storia del cinema non sarà dimenticato.
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